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Metropolitana leggera della città di Palermo

IL PROGETTO RIGUARDAVA UN PRIMO TRATTO FUNZIONALE DELLE LINEA METROPOLITANA LEGGERA DI PALERMO CHE SI SVILUPPA IN DIREZIONE SUD/NORD ATTRAVERSANDO IL CENTRO CITTADINO, DALL’INCROCIO DI VIA ORETO CON LA CIRCONVALLAZIONE CITTADINA (VIALE DELLA REGIONE SICILIANA) FINO ALLA STAZIONE FERROVIARIA DI NOTARBARTOLO, PER UNA LUNGHEZZA TOTALE DELL’INTERVENTO DI 6,5 KM A CUI SI AGGIUNGONO 0,5 KM DI COLLEGAMENTO AL DEPOSITO. IL TRATTO COMPRENDE NOVE STAZIONI CHE, NELL’ORDINE DI SUCCESSIONE IN DIREZIONE SUD-NORD, SONO: SVINCOLO ORETO, ORETO SUD, ORETO NORD, GIULIO CESARE, BORSA, MASSIMO, POLITEAMA, ARCHIMEDE, NOTARBARTOLO.


Progetto: Metropolitana automatica leggera della città di Palermo – Prima linea: Oreto-Notarbartolo


Luogo: Palermo (Sicilia), Italia


Cliente: Comune di Palermo


Costo totale: € 642.545.500 (massimo ingombro materiale rotabile); € 569.630.800 (minimo ingombro materiale rotabile)


Servizi: Progettazione preliminare, prime indicazioni e prescrizioni di sicurezza, studio di impatto ambientale, relazione geologica, relazione geotecnica ed esecuzione delle indagini geotecniche e prove di laboratorio


Periodo: 2006



Lo sviluppo progettuale del tracciato plano-altimetrico ha dovuto tener conto dei vincoli delle preesistenti edificazioni e realtà ddel sito ove si colloca questa tratta e della compatibilità con la prosecuzione futura della linea in direzione di Mondello tramite le due direttici dalla stazione Archimede, passando per Notarbartolo , o per Gentili e lo Stadio, oltre naturalmente ai requisiti richiesti dalla tipologia dei sistemi automatici di trasporto metropolitano.

Le caratteristiche della linea comprendono una pendenza longitudinale massima sulla linea del 4,0 %, un raggio di curvatura planimetrico orizzontale fra un minimo di 200 m e un massimo di 600 m, e una profondità massima piano rotolamento da p.csottoterra. di 32 m.

Il progetto comprende i seguenti impianti di linea e di stazione (non di sistema):

  • Impianti meccanici e di ventilazione;
  • Impianto idrico e di spegnimento antincendio;
  • Impianti elettrici e speciali;
  • Impianto di illuminazione e F.M. in galleria e nelle stazioni;
  • Impianto di messa a terra;
  • Vie cavi sospese per gli impianti di sistema;
  • Interfacciamento impianti “non di sistema” con l’Unità di Acquisizione di Stazione;
  • Impianto di rilevazione incendi;
  • Impianto di controllo accessi zona tecnologica;
  • Impianto di bigliettazione automatica;
  • Scale mobili ed ascensori.

 

Sono previsti 9 pozzi di ventilazione, situati nell’intertratta tra due stazioni, che assolvono alle funzioni di ventilazione di esercizio e di emergenza e di aggottamento drenaggio acque di linea nellenella linea tra le due tratte di interstazione ove sè presente un punto di minimo. Sono previsti tra l’altro due accessi dalla superficie, uno per l’esercente e l’altro (separato) per l’accesso in linea deiai Vigili del Fuoco in emergenza così come richiesto dalla vigente normativa.

La maggior parte della linea è prevista pianificata con sezione a doppia galleria, ciascuna con binario unico ed a sezione circolare a foro cieco con l’utilizzo di frese scudate schermate a piena sezione completa. Fa eccezione il primo tratto, compreso tra il deposito e la stazione Svincolo Oreto e l’ultimo tratto della zona degli scambi per l’inversione dei treni, posto dopo la stazione Notarbartolo e immediatamente prima del termine della prima tratta funzionale, per il qualei è prevista una galleria unica con doppio binario, a sezione rettangolare, realizzata in artificiale con l’ausilio di diaframmi in c.a.

La galleria circolare a singolo binario presenta un diametro interno massimo di 5,30 m (sistema Ansaldo) e minimo di 4,70 m (sistema VAL), in dipendenzaa seconda del materiale rotabile adottato.

Il progetto prevede la realizzazione di edifici di Deposito ed Officine per l’utilizzo e la manutenzione del materiale rotabile, su di una superficie pari a 96.464 m2. In prima fase sarà realizzato un deposito per 16 treni, successivamente si arriverà ad una capienza di 40 treni. Le operazioni tecniche svolte in tali aree sono: stazionamento dei veicoli durante la pausa dalle operazioni;; ispezione, manutenzione e pulizia dei veicoli; riparazione e revisione tecnica dei veicoli.

Tutte le stazioni sono interrate a banchina centrale, ad eccezione di Svincolo Oreto che ha banchine laterali e di Archimede che presenta banchine sovrapposte, con un minimo di due accessi alla superficie secondo le prescrizioni della normativa vigente. La stazione tipo - Oreto Sud, Giulio Cesare, Politeama e Notarbartolo - ha una pianta rettangolare e banchina centrale ad “isola” ed è costruita a cielo aperto. Essa presenta tre livelli funzionali: il piano “atrio” (posto immediatamente sotto il piano strada), il piano “mezzanino” e il piano “banchine” sottostante più profondo. Le restanti stazioni - Svincolo Oreto, Oreto Nord, Borsa, Massimo e Archimede - sono tutte di tipologia speciale.

 

La stazione Svincolo Oreto, per esempio, è a pianta rettangolare e banchine laterali. Essa presenta un’estensione, oltre la “scatola” funzionale della stazione, in direzione Notarbartolo, di forma trapezoidale in pianta per consentire l’allargamento dello spazio dell’interbinario per avere la larghezza necessaria per poter calare i due scudi meccanizzati ed eseguire in sicurezza le due gallerie circolari che costituiscono la sezione corrente della linea. Tale stazione presenta due soli livelli: il piano atrio ed il piano delle banchine.

 

La stazione Oreto Nord, a causa della ristretta larghezza della strada (via Perez), è costituita da una “scatola” rettangolare lunga e stretta realizzata a cielo aperto ove trovano collocazione, l’atrio, le scale di collegamento fino al piano banchina ed i locali tecnologici e da due gallerie naturali (una per ciascuna binario) realizzate con sezione policentrica scavata in tradizionale e collegate alla “scatola “ della stazione da due cunicoli di comunicazione, anch’essi scavati in tradizionale.

 

Le stazioni Borsa e Massimo, a causa dei forti vincoli ambientali, sono realizzate con una “scatola” a pianta pressoché quadrata, realizzata a cielo aperto ove trovano collocazione, l’atrio, le scale di collegamento fino al piano banchina, i locali tecnologici e parte delle banchine. La restante lunghezza di banchina prevede due gallerie realizzate con sezione policentrica e scavo in tradizionale partendo dalla scatola della stazione.

 

La stazione Archimede/manufatto di bivio ha una tipologia a banchine sovrapposte perché planimetricamente ubicata in adiacenza al manufatto di bivio per la diramazione della linea nei due rami che seguono. Tale manufatto di bivio è stato previsto di tipologia a binari sovrapposti per contenerne al massimo la dimensione planimetrica a causa dell’esiguità dell’area disponibile per la sua localizzazione.per carenza di spazio disponibile.

 

Technital ha eseguito il contratto in ATI con Systra S.A. (mandataria) – Technital S.p.A. – Ineco S.A. – Lombardi-Reico Ingegneria S.r.l. – Dominique Perrault Architecte.

La quota parte di Technital ammontava al 39% del valore contrattuale.