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Sistema fognario della parte superiore del Lago di Garda (Italia)

IL PROGETTO DEL NUOVO COLLETTORE DELL’ALTO LAGO DI GARDA, SPONDA VERONESE (ORIENTALE), PUNTA A MIGLIORARE IL SERVIZIO DI RACCOLTA, TRASFERIMENTO E TRATTAMENTO DEI REFLUI FOGNARI DEI COMUNI DI MALCESINE, BRENZONE E TORRI DEL BENACO AL FINE DEL CONSEGUIMENTO DI UN PIÙ GENERALE OBIETTIVO DI MIGLIORAMENTO E SALVAGUARDIA AMBIENTALE DEL LAGO DI GARDA.


Progetto: Interventi di riqualificazione del sistema di raccolta dei reflui nel bacino del lago di Garda: ccollettore aalto llago veronese


Luogo: Provincia di Verona, Italia


Cliente: Azienda Gardesana Servizi S.p.A.


Costo totale: € 32.846.700


Servizi: Progetto preliminare


Periodo: 2011



Il collettore del Llago di Garda è la una struttura idraulica costruita negli anni 70’ per raccogliere i reflui (quasi interamente di natura civile) provenienti dagli insediamenti ubicati nei Comuni rivieraschi del lago di Garda ed in alcuni comuni contermini.

Si tratta di un intervento assai complesso a causa della difficile morfologia del terreno che lascia poco spazio disponibile tra le pendici del Monte Baldo, subito molto ripide, e lo specchio acqueo del lago di Garda, a ridosso della strada Gardesana che, in molti tratti, è l’unico spazio utile tra montagne e lago.

Il collettore attuale ha notevoli problemi d'infiltrazione di acque “parassite” ovvero di acque di lago e di falda che nulla hanno a che vedere con i reflui fognari e che invece riescono ad entrare nell’attuale tubazione, aggravandone il funzionamento.

Poiché il collettore è molto lungo (circa 30 km tra Navene di Malcesine e Brancolino di Torri del Benaco), e le pendenze molto modeste essendo gli abitati attraversati tutti disposti pressoché alle medesime quote rispetto al livello del lago (intorno a quota 64,50 m s.m.m.) il percorso complessivo dei reflui all’interno delle condotte richiede numerosi impianti di sollevamento mediante pompe. Il nuovo progetto prevede di utilizzare tubazioni in ghisa sferoidale, in luogo delle attuali tubazioni in cemento; le nuove tubazioni hanno una tenuta alla infiltrazione perfetta e non permettono dunque l’ingresso nella tubazione di acque esterne (di lago o di falda). Ciò consente di raggiungere un risultato ambientale tutt’altro che trascurabile perché si evita il mescolamento - che oggi invece avviene - tra le acque sporche della fognatura e le acque pulite di falda o del lago. Inoltre i giunti tra le varie tubazioni in ghisa (ciascuna lunga 6 m) sono anch’essi a perfetta tenuta idraulica mentre i giunti dei tubi di cemento (lunghi solo 2,5 m e quindi con molti più giunti) sono molto più deboli.

Per avere la garanzia di non introdurre nel nuovo collettore rilevanti portate d’acqua meteorica che nei centri abitati viene mescolata nell’unica rete mista disponibile si prevede di dotare le immissioni secondarie di sfioratori di piena. Si prevede anche uno sfioratore che recapiti le acque alla vasca di pioggia più vicina, ove la portata sfiorata verrà sottoposta a grigliatura, sedimentazione e disoleazione, prima dello scarico a lago.

Il progetto prevede di destinare l’attuale collettore (o porzioni di esso) alla raccolta delle acque meteoriche.

Tendenzialmente, si è previsto di recuperare le tubazioni con quote di posa sopra 120 cm sull'idrometro di Peschiera.

Tali condotte costituiranno un sistema di rami tra loro indipendenti ciascuno recapitanti in vasche di trattamento delle acque meteoriche. Oltre a ridurre sostanzialmente i vortici che creano problemi sia nel depuratore di Peschiera sia per la stazione di sollevamento lungo la riva, il nuovo collettore proteggerà l’ambiente, perché con le portate minori non dovranno più essere necessari scarichi anomali (o di emergenza) nel lago.


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