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Barriere mobili di protezione per la salvaguardia di Venezia

L’OBIETTIVO INDIVIDUATO DALLA LEGISLAZIONE ITALIANA PER LA PROGETTAZIONE DELLE OPERE DI SBARRAMENTO È DELLA MASSIMA IMPORTANZA: LA DIFESA DELLE CITTÀ DI VENEZIA E CHIOGGIA, E DEGLI ALTRI CENTRI URBANI STORICI DELLA LAGUNA, NONCHÉ DELL’INTERO BACINO LAGUNARE, DAGLI EFFETTI DANNOSI DELLE MAREE MEDIO-ALTE E DA QUELLI DEVASTANTI DELLE MAREE ECCEZIONALI.


Progetto: Opere di sbarramento alle bocche di porto della laguna di venezia (progetto MO.S.E.)


Luogo: Laguna di Venezia


Cliente: Consorzio Venezia Nuova per conto del Magistrato alle Acque – Ministero dei Lavori Pubblici


Costo totale: € 2.296.225.700


Servizi: Progetto esecutivo degli sbarramenti fissi e delle paratoie mobili alle bocche lagunari, e tutte le relative opere civili, elettro-meccaniche, e marittimi.


Periodo: 01/2000- 12/2008



 

La soluzione selezionata per dare una risposta completa al complesso problema delle acque alte consiste in uno schema d’interventi che comprende: la chiusura temporanea delle tre bocche di porto mediante una serie di paratoie mobili; opere locali d'innalzamento e protezione di sponde, compatibili con la struttura architettonica e socio-economica di ogni singolo centro abitato; e una vasta gamma di misure morfologiche compatibili con l’ambiente per salvaguardare dalle inondazioni più frequenti.

Le opere alle bocche lagunari per la difesa di Venezia e degli altri centri abitati lagunari dall'acqua alta costituiscono uno dei più grandi progetti d’ingegneria idraulica del nostro tempo.

Il progetto di massima delle opere alle bocche è stato eseguito da Technital nel periodo 1990-1992, con la collaborazione di numerosi istituti specializzati, nazionali e internazionali che, sotto il coordinamento del progettista, hanno eseguito innumerevoli prove su modello fisico, studi con modelli matematici e campagne di misura.

L'analisi dei risultati di prove su modello fisico e matematico e di quelli derivanti dal monitoraggio del modulo sperimentale in grandezza reale “MOSE” (MOdulo Sperimentale Elettromeccanico) ha quindi consentito la progettazione del "cuore" del sistema, le paratoie a spinta di galleggiamento.

Separatamente per le diverse bocche, è stato svolto il dimensionamento funzionale e strutturale, le scelte e il dimensionamento dei componenti speciali e del metodo di protezione contro la corrosione e la definizione delle tolleranze sulla base dei metodi costruttivi che verranno impiegati.

La soluzione ottimale per la risoluzione del problema, come identificato nelle fase precedenti di progettazione preliminare e di massima, risultò la costruzione di quattro sbarramenti fissi con paratoie a spinta di galleggiamento, due alla bocca di Lido, uno a Malamocco, e uno a Chioggia, con le seguenti dimensioni:

 

Inlets-Venice

 
 

Ogni sbarramento consiste in una serie di paratoie ancorate al fondo marino a delle bocche lagunari. Sono detti “mobili” perché in condizioni normali (di riposo) sono riempiti d’acqua e adagiate nei recessi dei cassoni sul fondo del mare. Ogni paratoia è collegata al cassone mediante cerniere. Quando si prevedono maree superiori alle altezze stabilite (se l’altezza raggiunge 100 cm, una media di sette volte l’anno; se l’altezza raggiunge 110 cm, una media di 3-5 volte l’anno), l’acqua viene espulsa mediante l’immissione di aria compressa. In questo modo, le paratoie si alzano, ruotando attorno l’asse delle cerniere, fino a emergere bloccando il flusso di marea.

 

Ogni paratoia è costituita da un cassone metallico rettangolare, largo 20 metri, alto 4 metri e di lunghezza variabile in funzione della profondità del canale.

Le bocche rimarranno chiuse per la sola durata dell’alta marea e il tempo necessario per manovrare le paratoie (per una media di circa 4,5 ore). La fattibilità e l’efficacia della soluzione proposta sono state oggetto di anni di studio mediante modelli fisici e matematici, con la collaborazione e controllo dei maggiori laboratori idraulici internazionali.

Le quattro schiere di paratoie a spinta di galleggiamento, per uno sviluppo complessivo di quasi due chilometri, verranno alloggiate su cassoni di fondazione in calcestruzzo, prefabbricati, trasportati in galleggiamento e messi in opera in apposite trincee, e verranno sollevate per immissione di aria compressa in occasione di eventi mareali eccezionali per salvaguardare la laguna dagli allagamenti.

Sei porti rifugio, dotati di conche di navigazione per piccole e medie imbarcazioni, consentiranno il ricovero e il transito dei natanti anche nei periodi nei quali le barriere saranno sollevate. Il progetto dei porti rifugio e dei loro raccordi con le opere mobili e quello delle conche per le piccole imbarcazioni ha comportato, oltre agli studi modellistici idrodinamici e del moto ondoso e ai tradizionali dimensionamenti, l'impiego di modelli di simulazione della successione di arrivi dei natanti e modelli delle manovre di accesso ed evoluzione nei bacini interni.

Sono state quindi dimensionate le strutture principali della barriera che comprendono le strutture di alloggiamento delle paratoie, le opere di spalla, le strutture di ricovero del carro portico e l'edificio di controllo. Poiché sono queste le uniche strutture emerse del complesso, è stato svolto a proposito uno studio d’inserimento am-bientale che ha portato a definire per gli edifici particolari soluzioni architettoniche, coerenti con la morfologia e la tradizione storico-urbanistica locale.

Attraverso soluzioni matematiche delle problematiche d'interazione struttura-terreno, dei relativi cedimenti e dei coefficienti di sicurezza per diverse soluzioni alternative, è stata quindi selezionata una tipologia di fondazione consistente in cassoni prefabbricati fuori opera e affondati in situ con l'interposizione di giunti flessibili a tenuta idraulica.

L'attività progettuale è terminata con la progettazione della protezione dei fondali, degli impianti ausiliari e lo studio delle fasi esecutive ottimali in funzione dei metodi costruttivi e delle minime interferenze con le attività umane.