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Difese marittime per proteggere il litorale di Lido nella laguna di Venezia

DOPO AVER REDATTO NEL 1990 IL PIANO GENERALE DEGLI INTERVENTI SUI LITORALI CHE SEPARANO LA LAGUNA DI VENEZIA DAL MARE (CIRCA 40 KM), TECHNITAL HA REDATTO ANCHE I PROGETTI PRELIMINARI E ESECUTIVI DELLE OPERE PER I VARI TRATTI DI COSTA.


Progetto: Opere di difesa del litorale del Lido nella Laguna di Venezia


Luogo: Laguna di Venezia


Cliente: Consorzio Venezia Nuova per conto del Magistrato alle Acque – Ministero dei Lavori Pubblici


Costo totale: € 20.143.600


Servizi: Progetto Preliminare ed Esecutivo


Periodo: 10/1998 – 12/2008



Il Piano Generale comprendeva:

  • l'organizzazione e supervisione delle campagne di misuredi studi di misurazione
  • lo studio del regime costieroe mediante modelli matematici dei fenomeni idrodinamici, del moto ondoso e del trasporto solido
  • la definizione delle opere di difesa per i 4 tratti di costa di Sottomarina, Pellestrina, Lido e Cavallino.

 

In seguito, Technital è stata incaricata di estendere i servizi ai litorali di Isola Verde al sud e Jesolo al nord, per uno sviluppo totale di circa 60 km di costa.

All'epoca dell'aggiudicazione del contratto, il litorale di Lido, che un tempo si estendeva per tutti i 12 km della costa dell'isola, era ridotto a due spiagge all'estremità, essendo fortemente erosa la parte centrale davanti al murazzo, mettendo a serio rischio di inondazione le zone abitate retrostanti.

Il Piano generale e il progetto di base redatti da Technital nel 1990, avevano il duplice obiettivo di difesa dal mare, e di recupero ambientale di questa importante zona turistica . Il Piano già prevedeva il ripascimento protetto delle spiagge, che avrebbe garantito il ripristino della morfologia originale dell'isola, e allo stesso tempo favorito il turismo balneare, anche nella parte centrale del litorale.

Dopo una serie di rilievi meteo-marinie e studi su modello, la soluzione sceltao per il litorale di Lido fu quella del ripascimento artificiale sommerso, utilizzando sabbie prelevate da fondali di circa 20 m per garantire il rispetto di adeguati standard di sicurezza. Questa soluzione, nuova per i litorali veneziani, rispondeva alle esigenze del Comune di Venezia, il quale preferiva mantenere inalterato il paesaggio costiero, con soltanto strutture rigide di difesa. Si è quindi studiata, con modelli fisici e matematici, una berma larga e sommersa, in grado di ridurre l'energia delle onde nella zona di frangimento.

Utilizzando macchinari speciali che guidavano il distributore di sabbia sulla draga secondo le specifiche di progetto, sono stati versati nell'area fra la barriera e la linea di costa circa 400.000 m3 di sabbia, formando una piattaforma alla profondità di –2 m lato mare, quindi, la barriera funge da supporto per la sabbia, che ha un ulteriore effetto di smorzamento sulle onde che superano la barriera. La nuova spiaggia è ancorata mediante pennelli di una struttura non convenzionale, con l'estremità esterna sommersa e un rivestimento in blocchi di pietra uniformemente sistemati in modo da favorire l'accesso turistico e l'inserimento nel paesaggio.