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Nuovo porto fluviale lungo il "Po di Levante"

Il progetto prevedeva la realizzazione di un nuovo porto lungo un ramo del fiume Po (Po di Levante) e nuove attrezzature per la navigazione. Il Porto di Levante è un nuovo punto strategico all’interno del sistema dei porti della laguna di Venezia.


Progetto: Procedura per l'affidamento della progettazione preliminare, definitiva, studio di impatto ambientale (SIA), valutazione di incidenza e fattibilità ambientale del nuovo insediamento portuale lungo il Po di Levante in località Ca' Cappello in Comune di Porto Viro (RO) e messa in sicurezza dell'asse navigabile fino all'abitato di Porto Levante.


Luogo: Delta del fiume Po, Italia.


Cliente: Sistemi Territoriali S.p.A..


Costo totale: 42.000.000 €


Servizi: Studi preliminari e stesura del progetto generale; Analisi batimetriche, topografiche, geotecniche e ambientali; Disegno Preliminare e Concettuale; Valutazione di Impatto Ambientale.


Periodo: 12/2011-03/2012



Il fiume Po è il più lungo fiume d’Italia (circa 652 km): esso, infatti, attraversa tutto il nord Italia e il Delta del Po è uno dei più importanti acquitrini in Europa e nel mondo (UNESCO - Patrimonio dell’Umanità).

Technital Spa si è aggiudicata la gara per la progettazione di un nuovo Porto commerciale per lo sviluppo dell’intera area circostante e l’ottimizzazione dei servizi per conto di Sistemi Territoriali (Regione Veneto).

Il Progetto prevedeva, innanzitutto, una serie di interventi mirati a rendere più sicura la navigazione lungo il fiume:

  • Mantenimento di un regolare dragaggio verso il mare per consentire la navigazione anche a navi più grandi;
  • Creazione di un nuovo cerchio di evoluzione nei pressi di Cantieri Visentini (da utilizzare per far partire anche i Ro-Ro fino a 210 metri);
  • Creazione di un’area per l’approdo delle navi in sicurezza, se necessario;
  • Ingrandimento della strettoia a Porto Levante e costruzione di una nuova fila di piccoli attracchi (moli) per le imbarcazioni.

 

Successivamente, il progetto si è occupato della futura disposizione e sviluppo del porto in termini di utilizzo del suolo e relative infrastrutture. La proposta era di 650 m di nuove banchine per l’attracco delle navi container fino a 140 m, navi per trasporto merci, e in generale navi cargo fino a 150 m, traghetti e Ro-Ro fino a 180 m. I moli sono stati costruiti sul lato terra e l’area disponibile per le operazioni portuali era stimata di circa 20 ettari. L’area adibita al Terminal Rinfuse (4 ettari) era larga a sufficienza per circa 500.000 TEU l’anno, l’area Container (2 ettari) per circa 30.000 TEU l’anno.

 

L’area parcheggio per il Terminal Ro-Ro era progettata per una fila di veicoli di circa 2.500 m.

Il porto doveva essere attrezzato con tutti i servizi necessari, come Vigili del Fuoco, Polizia, Dogana, Servizio Piloti, strutture per l’attracco, e così via.

Il progetto prevedeva l’alleggerimento del nuovo Porto attraverso la creazione di barriere verdi utilizzando la vegetazione locale e aree ristoro disponibili per tutti gli utenti del Porto.

Una valutazione appropriata dell’impatto ambientale del progetto (così come stabilito dalle Norme UE) è stata sviluppata sulla rete di siti Natura 2000 come parte integrante delle procedure di VIA.

I costi per la messa in sicurezza del canale navigabile sono stati stimati intorno ai 6 milioni di Euro, tenendo in considerazione i lavori di continuo dragaggio lungo il fiume, dragaggio e scavo per il nuovo cerchio di evoluzione e per la costruzione di un nuovo argine.

La fase di sviluppo dell’area portuale includeva tutte le infrastrutture necessarie a rendere operativo il porto quali pavimentazione, illuminazione, alloggiamenti e altre costruzioni, strade così come banchine. I costi per l’intera opera erano stimati in circa 36 milioni di Euro.